Il tecnico del suono: la musica ha sempre bisogno di tecnologia - Francesco Apolloni ci guida alla scoperta di un’altra bella professione inusuale
 
    Stai leggendo il giornale digitale di Mattioli Vasto su
    Clicca qui per leggere il giornale di un altro Istituto.

    Mattioli Vasto Interviste 12/05/2016 12/05

    Il tecnico del suono: la musica ha sempre bisogno di tecnologia

    Francesco Apolloni ci guida alla scoperta di un’altra bella professione inusuale

    Francesco Apolloni nel suo studio di registrazione (foto Pietro Fortunato)Buonasera signor Apolloni, la ringraziamo per aver accettato la nostra intervista. In particolare, vorremmo porle alcune domande sulla professione che svolge: il tecnico del suono/fonico.

    Da dove è nata la passione per questo lavoro?

    Sicuramente è nata dalla passione per la musica, infatti, per me e per quasi tutti i fonici la musica è lo stimolo principale per intraprendere questo lavoro molto difficile.

    In cosa consiste precisamente il suo lavoro?

    Il fonico è un mestiere strano perché riguarda sicuramente la musica ma non necessariamente. È un lavoro che consiste soprattutto nel gestire l'aspetto tecnico riguardante la registrazione, le amplificazioni (nei concerti), la televisione, la radio, il cinema e tantissime altre applicazioni. Laddove c'è audio, c'è la gestione di quest'ultimo da parte di un tecnico del suono, che deve essere anche un buon conoscitore della musica in grado di gestire e intervenire, perché il lavoro che farà avrà una grande importanza per il risultato finale.

    Quindi una buona formazione musicale può essere d'aiuto nel suo lavoro?

    Assolutamente si. Molti fonici provengono da una cultura musicale, ma non è indispensabile. Più che una formazione tradizionale musicale, è necessaria una conoscenza della musica in generale ma anche una capacità di analisi, oltre che passione.

    Quale aspetto le piace di più del suo lavoro?

    Sicuramente l'aspetto più creativo ossia la possibilità di partecipare alla formazione di un'opera, in cui si ha a che fare con musicisti, registi, direttori d'orchestra, compositori, arrangiatori e con tanti altri ruoli che ci sono intorno alla produzione musicale. Il fonico è uno di questi e la cosa più interessante è la fase di missaggio per applicazioni da studio di registrazione, cioè il riepilogo del lavoro di incisione di un disco nel quale si uniscono tutte le tracce e si arriva al risultato finale, ossia quello che poi tutti ascoltano. Questo è un momento difficile ma allo stesso tempo anche molto creativo ed emozionante.

    In quali ambiti ed occasioni opera maggiormente?

    Nel mio caso specifico ho tantissimi ruoli. Inizialmente ero solo un fonico di registrazione, quindi qualificato nelle colonne sonore e nella discografia e lavoravo in grandi studi di registrazione a Roma. Adesso, oltre a questo, ho anche tantissimi altri ruoli come fonico di amplificazione nei concerti musicali, faccio il PMN (installazione, montaggio e allineamento di impianti audio molto sofisticati), sono perito legale, insegnante in corsi per tecnici audio, istruttore italiano di un software per le misure tecniche del suono per l'allineamento degli impianti e in più dirigo il PIMS studio.

    Noi, come PIMS abbiamo uno studio di registrazione che tra l'altro è l'unico studio professionale che c'è in zona. Come programma utilizziamo il software per eccellenza di tutti gli studi professionali di alto livello che si chiama ProTools. Ne esistono diversi che danno la possibilità di registrare, comporre e missare; alcuni al loro interno contengono un po' tutti gli strumenti che servono: mixer, preamplificatore, equalizzatore che noi qui abbiamo anche separati (sia software che hardware). Inoltre, abbiamo anche l'attività di service, cioè facciamo spettacoli ed eventi quindi installiamo impianti. Se volete fare i musicisti metteteci sempre un pizzico di tecnologia perché vi serve tantissimo.

    Per arrivare al punto dov'è ora, quale percorso di studi ha dovuto intraprendere?

    Io ho fatto l'unica scuola statale esistente in Italia per tecnici cinematografici, ossia il CineTV di Roma che al suo interno ha una specializzazione proprio per fonici. È una scuola superiore vera e propria della durata di cinque anni. Dopo il diploma ho studiato tantissimo anche per conto mio e continuo a farlo perché questo è un mestiere in continua evoluzione.

    Lei pensa che un musicista potrebbe prendere in considerazione questo lavoro come ulteriore sbocco professionale?

    Penso proprio di si. Molti musicisti "migrano" in questa professione, infatti molti fonici sono prima di tutto musicisti. Oggi musica e tecnica sono molto legate tra di loro più di quanto si possa pensare. Non c'è alcuna attività musicale che non abbia a che fare con la tecnica, persino nella musica classica.

    Il suo accento ci fa supporre che lei non sia di Vasto. Come mai ha pensato di trasferirsi in una realtà cosi piccola? È riuscito a farsi spazio un lavoro così particolare?

    Io mi sono trasferito a Vasto con la mia famiglia circa 17 anni fa perché volevo ricominciare da capo essendo stanco della vita di città, perciò volevo vivere in campagna tranquillamente. Pensavo che probabilmente non avrei fatto più questo lavoro perché all'epoca non vi era alcuna attività di questo tipo sul territorio. Poi, pian piano ho cominciato a ripartire con il mio lavoro mettendo in piedi questo studio ed in 10-15 anni ho potuto assistere ad uno sviluppo inaspettato.

    Qual è stata l'esperienza maggiormente formativa, ossia che ha lasciato un segno nella sua formazione?

    A questo sinceramente non so risponderti perché ce ne sono davvero tante e non riesco a pensarne una sola. Comunque, qualsiasi lavoro che mi capita di fare è sempre un'occasione formativa perché ogni persona nuova, musicista, produttore o collega che incontro m’insegna sempre qualcosa, quindi tutte le varie esperienze mi hanno lasciato un segno.

    Ha mai avuto a che fare con personaggi famosi del mondo musicale?

    Si, abbastanza.

    E chi di loro le ha lasciato un segno positivo dandole anche suggerimenti interessanti?

    Un po' tutti. Non voglio fare nomi perché lo trovo un po' antipatico, però posso dirvi che ho lavorato con musicisti straordinari e veramente stimolanti, talvolta anche sconosciuti alla maggior parte del pubblico, che però mi hanno dato molto di più rispetto a personaggi molto noti in televisione, cinema e discografia. In realtà non sempre la fama corrisponde a ciò che si vale veramente.

    Avendo conosciuto diverse realtà, anche decisamente più grandi e favorevoli, ci aiuta a notare i punti di forza e di debolezza della nostra?

    Da un punto di vista lavorativo, economico e di business una regione o una zona dove non è sviluppato un certo settore è uno svantaggio perché non si hanno molte occasioni lavorative, però questo è allo stesso tempo un vantaggio perché si ha l’opportunità di un maggiore sviluppo e proprio questo è accaduto a me a Vasto. Per il resto, oggi il mondo è talmente globalizzato che anche un musicista si trova in continuazione a viaggiare e a spostarsi, quindi tutto sommato puoi provenire da qualsiasi regione o paesino sperduto d'Italia e magari parti e ti ritrovi a fare tour con grandi artisti e cantanti. Ad esempio, abbiamo in questo settore tecnico dei vastesi di origine che sono diventati famosi e girano il mondo.

    Nel nostro indirizzo liceale abbiamo proprio una materia riguardante l'aspetto tecnico-sonoro della musica: Tecnologie musicali. Abbiamo studiato in particolare il periodo in cui si è sviluppata la musica elettronica. Lei cosa ne pensa di questo genere musicale?

    In generale, a me la musica piace tutta, anzi ho difficoltà a inquadrarmi nei generi musicali. Esistono fonici specializzati in generi musicali ben precisi, soprattutto coloro che fanno esclusivamente discografia. Si può trovare dal fonico da canzone italiana, pop e tradizionale, che nelle orecchie ha quelle sonorità, fino al fonico specializzato nel rock, nell'elettronica e altri generi. A me sinceramente non piace quest'idea della musica categorizzata in generi, sia per un mio punto di vista personale e musicale, sia come approccio lavorativo professionale, perché lo trovo molto arretrato come concetto: infatti il genere finisce per limitarti perché ti dice ciò che non puoi fare. Amo moltissimo il progressive, ma anche molti artisti come Peter Gabriel e i Genesis che all'epoca avevano anche un approccio elettronico. Mi piacciono anche alcuni compositori un po' meno conosciuti di musica contemporanea che utilizzano strumenti elettronici. Questi ultimi però hanno comunque dei limiti. Oggi, secondo me è molto più interessante ricercare nuove sonorità con strumenti molto maturi di provenienza classica e renderli in qualche modo originali con suoni che non sono mai stati utilizzati. Questa, ad esempio, è la cosa che mi diverte più di tutte e in alcuni dischi che ho fatto ultimamente è molto presente questo tipo di contaminazione. Si può partire, ad esempio, da un violino e utilizzarlo proprio come una chitarra elettrica distorta degli anni ‘70 perché il violino con il distorsore può fare delle cose che la chitarra elettrica non può fare ed è molto più interessante anche perché nessuno lo ha mai fatto. Questo non significa che è un qualcosa da valorizzare sicuramente, perché il fatto che una cosa non sia mai stata proposta non vuol dire che sia necessariamente buona, però è sempre un territorio espressivo da poter esplorare e dove potersi divertire.

    Lorenzo De Cinque

    Maria Grazia Della Penna

     


    Parole chiave:

    interviste , musica , professioni , tecnologia

    Condividi questo articolo





    edit

    Scrivi su Scuolalocale clear remove

    Scrivi un articolo e invialo alla redazione di un Istituto
    account_circle
    email
    local_phone
    pin_drop
    Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo

    edit
    mode_edit
    Foto attach_file
    Indietro
    thumb_up

    Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

    Attendi una loro risposta, grazie!

    doneChiudi
    Racconta la tua esperienza Scuola-Lavoro!
    Inserisci i tuoi dati, seleziona il progetto di alternanza e racconta l'esperienza; la redazione di Scuolalocale del tuo Istituto riceverà queste informazioni e le pubblicherà su Scuolalocale.
    account_circle
    email
    local_phone
    pin_drop
    Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo
    Seleziona il progetto che vuoi raccontare, non c'è? Chiedi subito al tuo tutor aziendale di inserirlo!
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    Foto attach_file
    Indietro
    thumb_up

    Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

    Attendi una loro risposta, grazie!

    Invia la tua Idea clear remove

    Descrivi la tua idea e inviala a Scuolalocale.
    account_circle
    pin_drop
    Seleziona il tuo Istituto

    Seleziona l'ambito della tua idea

    mode_edit

    thumb_up

    La tua idea è stato inviata a Scuolalocale!

    Grazie!

    doneChiudi
    Chiudi
    Chiudi