Il Giro di Casa in 80 Giorni - Riflessioni
 
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    Spataro Attualità 09/05 09/05

    Il Giro di Casa in 80 Giorni

    Riflessioni

    Il 17 Novembre 2019, a Wuhan, in Cina, c'è il primo contagiato da Covid-19, una polmonite che comporta gravi problemi respiratori causati da un coronavirus sconosciuto. Con il passare dei giorni scoppia un'epidemia e i contagi sono notevoli, ma è soprattutto il numero di decessi a spaventare le persone. Il virus non rimane circoscritto nella città cinese, ma varca i confini del continente e arriva in Europa, precisamente in Germania il 24 Gennaio e negli Stati Uniti, contagiando così tutto il Mondo. Il 31 Gennaio arriva anche in Italia, quando due turisti cinesi risultano positivi al test. Da quel momento in ogni parte del Mondo le abitudini cambiano letteralmente. Non si può uscire più di casa, solo per fare la spesa, muniti di guanti e mascherina e di autocertificazione. Non si può andare più a scuola o praticare sport. I negozi e gli uffici sono chiusi. Sono aperte solo le attività commerciali per la vendita di beni di prima necessità, come farmacie e supermercati. L'unico modo per restare a contatto con il mondo che ci circonda è la tecnologia, con le videochiamate ai nostri amici, le piattaforme della scuola per confrontarci con i nostri professori e le dirette sui social network. Un altro modo per far riaccendere dentro di noi qualche speranza e farci sentire parte di un Paese che lotta, è grazie ai meravigliosi flashmob che si tengono sui balconi degli Italiani, intonando canzoni significative come Bella ciao o Fratelli d'Italia. Noi ragazzi dal 05 Marzo non andiamo a scuola e ci manca tutto quello che avevamo prima e che non apprezzavamo, come gli affetti, la scuola, i professori e soprattutto la libertà. Stiamo facendo didattica a distanza anche per rimanere allenati nello studio, e chi l’avrebbe mai detto... andare a scuola è una cosa bellissima di cui non ce n’eravamo neanche accorti. Ci manca vedere i nostri compagni e professori, le interrogazioni dove ci si guardava faccia a faccia con gli insegnanti, le battute e le risate con i compagni di classe, ma anche qualche sgridata dai professori. Con la didattica a distanza siamo riusciti a rimanere in contatto e anche se adesso la scuola è vuota, è comunque piena dei nostri ricordi, di tutti i momenti bellissimi e anche quelli meno belli che abbiamo passato lì dentro, con tutte le emozioni che abbiamo provato dall’ansia alla felicità.                            Adesso possiamo solo guardare dalla finestra e ammirare le viole che sbocciano o udire il canto dei fringuelli. In questo periodo stiamo riscoprendo delle passioni mai approfondite prima d'ora e oltre a fare i compiti, gironzoliamo per la casa, ritrovando vecchie foto, diari segreti, cartoline o album da disegno dei nostri genitori, nonni.... Ci immaginiamo di andare ad una festa e magari ci vestiamo eleganti e ci trucchiamo, però poi, invece di andare alla festa, facciamo una passeggiata per casa, camminando dalla cucina al salotto, dalla camera da letto alla camera degli ospiti e via dicendo. In questo momento così difficile, l'unico modo per staccare dalla realtà è sognare: sognare tanto, un mondo migliore, senza restrizioni, senza virus e pieno di persone felici. Ad esempio, Denise in questi giorni sta facendo dei sogni bellissimi, a volte anche ad occhi aperti, che il virus è invisibile e grazie alla magia diventa colorato e lo si può sconfiggere con una bacchetta magica. Con il passare delle settimane Benedetta ha iniziato a riscoprire quanto fosse bello restare a casa e quante cose si potessero fare, si è data alla cucina, alle pulizie, poi ha deciso di “viaggiare” per un po’ ed ha iniziato a leggere il suo libro preferito,  all’ improvviso si è ritrovata su una terra sperduta assieme ad Odisseo e a Polifemo, poi ha ascoltato il melodioso canto delle sirene e all’ improvviso si è ritrovata in mezzo al mare tra i due mostri Scilla e Cariddi. Un altro giorno ha chiuso gli occhi e si è ritrovata su una sdraio: c’era una brezza fresca che profumava di mare e il dolce suono delle onde, i gabbiani che volavano e un bellissimo sole in un limpido cielo. Ha aperto gli occhi: il bel sogno era finito e si è ritrovata sulla sdraio, nel giardino di casa. Anche se siamo costretti a rimanere a casa ognuno di noi può viaggiare con la fantasia e fare ciò che preferisce aggiungendo un pizzico di immaginazione. Solo così riusciremo ad apprezzare questa pausa che ci è stata concessa, riscoprendo  le cose di cui prima non ne conoscevamo la bellezza, come la fantasia. Stare così tanto tempo in casa ci fa continuamente riflettere, pensare a cosa avremmo fatto se non ci fosse stata la pandemia, quanto ci saremmo divertiti e in realtà sembra quasi una favola e speriamo abbia un lieto fine.  La nostra immaginazione però non ha confini e quindi ci permette di immaginare anche cose positive, quello che succederà quando tutto sarà finito, a quanto tutto sarà straordinario e meraviglioso, proviamo a scoprire nuovi orizzonti dando molto spazio alla lettura, un'amica che ci fa compagnia anche se siamo soli, infatti, immaginate se l'amore di Romeo e Giulietta non fosse stato intralciato per l’astio tra le due famiglie, ma a causa della quarantena, tutto così surreale, tutto così improvviso, sicuramente nel futuro quante storie e libri troveremo su questo periodo, che raccontano l’esperienza che stiamo vivendo.        

    Scrive Maya: La speranza è l’ultima a morire. Non ho mai davvero preso in considerazione questa frase, ho sempre pensato fosse inutile, perché sono molto negativa, ma ora, rinunciando a molto, sto capendo che tutte le cose, che regolarmente facevo prima della quarantena, hanno più importanza di quanto pensassi, per questo sto diventando più positiva e prendo in considerazione questa frase e tutte quelle di incoraggiamento che ho sempre creduto inutili e insensate, stare a casa è triste, ma dopotutto insegna.  A casa ora faccio davvero di tutto, mi diverto anche spesso, ma quando penso ai miei amici, ai miei parenti, alla fine della scuola, mi rattristo un bel po', ma nonostante questi brutti aspetti dello stare a casa e della quarantena, sto imparando tanto. Mi manca molto la normalità, ma ormai a questa situazione sto facendo l’abitudine, meglio provare ad adattarsi che stare ancora peggio!

    Da quest'esperienza tragica ma formativa abbiamo imparato a vedere il mondo con occhi diversi e soprattutto a saper apprezzare quello che prima davamo per scontato, come un sorriso, uno sguardo, un bacio, un abbraccio.... Stiamo imparando a vedere tutto con occhi diversi, ad apprezzare tutto quello che la vita ci regala e i veri valori dell’esistenza. Adesso che siamo arrivati a questo punto, ci impegneremo sempre di più a rispettare le regole con maggiore consapevolezza e maturità e con la speranza che in futuro non capiterà di nuovo.

    Questo è il nostro giro di casa in 80 giorni...

    Denise Canzano, Davide Colameo, Benedetta Colasante, Maya Di Rocco e Rosa Tumni,  III A  S.S. I Primo Grado Gissi

    di Redazione Spataro


    Parole chiave:

    riflessioni

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